Domanda 3: Il radon un pericolo per la salute


Il radon aumenta il rischio di cancro polmonare. Il radon ed in particolare i suoi discendenti sono importanti dal punto di vista radioprotezionistico in quanto decadendo emettono particelle alfa e beta.

 

Soprattutto le particelle alfa sono caratterizzate da un'elevata energia ed efficacia biologica. Inalati, il radon e soprattutto i suoi figli che si depositano sul tessuto polmonare, causano un irraggiamento delle cellule epiteliali, in particolare nella regione bronchiale. Il rischio di cancro ai polmoni aumenta con il numero di atomi di radon presenti nell’aria di uno spazio chiuso e con la durata di esposizione.

 

I prodotti di decadimento del radon si accumulano nel tessuto polmonare irradiandolo. Tra l’irradiamento del tessuto polmonare e l'insorgere di un cancro ai polmoni possono trascorrere anni o decenni. A causa della sua ubiquità il radon è la fonte dominante dell'esposizione umana alle radiazioni ionizzanti. 

 

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-OMS) ha dichiarato già dal 1988, attraverso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che il radon è una delle 75 sostanze cancerogene per l’uomo assieme al fumo di tabacco.

 

Sul supplemento ordinario n.252 della G. U. n. 278 del 27/11/01 è stato pubblicato l’accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome sul documento concernente: "Linee-guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati".

 

Nel rapporto si afferma che in Italia, l’esposizione al radon è responsabile di un numero di casi di tumore polmonare compreso tra 1500 e 6000 per ogni anno.